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    August 04

    °Verità°

     

     

    Sennar soffriva molto più di quanto desse a vedere. Nihal lo sosteneva e lo incraggiava, ma il mago aveva il terribile sospetto che la sua ferita non potesse essere curata. Come quella di Laio. Forse era giunto al termine del suo viaggio.

    <Hai preso la pietra?> le chiese con voce affannata. La mezzelfo annuì.

    <E' stato difficile?>

    <Smettila di parlare, sei ferito>. Sennar sentiva che l'aria iniziava a mancargli. 

    <E' una sciocchezza...> mentì. I contorni delle cose si facevano sempre più sfumati e gli pareva che tutto intorno a lui scomparisse nell'oscurità. Stava morendo, ma non aveva paura. L'unico dolore era lasciare Nihal da sola, proprio ora che aveva più bisogno di lui. E senza aver mantenuto la promessa a Ondine.

     

    <Cerca di resistere, Sennar, la sala dove ho preso la pietra non è lontana> continuava a ripetere Nihal ma anke la sua voce gli giungeva alle orecchie come un eco distante. Prima di morire Laio aveva detto che gli sembrava di essere sul punto di addormentarsi. Era vero, era come assopirsi, persino il dolore taceva. Le percezoni sfumavano nel nulla, la consapevolezza di sè si allontanava. <Ecco, manca davvero poco, manca pochissimo. Ti curerò subito, vedrai che presto ti sentirai meglio> lo incoraggiò Nihal. Sennar non riusciva più a risponderle, la sentì singhiozzare e si accorse che lo stringeva con più forza.

    <Non piangere...> mormorò dall'abisso in cui stava scivolando.

     

    <Ci siamo!> urlò lei quando sbucarono nella sala. Depose Sennar sull'altare e vide lo squarcio sulla gamba. Per prima cosa doveva svellere la lancia. Gli appoggiò la mano sul collo e tirò un sospiro di sollievo quando percepì il battito del cuore . Sennar respirava a fatica e la sua fronte era imperlata di sudore gelido.

    <Non sono granchè come maga, ma questa ferita posso curarla facilmente> gli mormorò all'orecchio. Sennar aprì gli occhi Non si appuntarono su di lei, sembrava inseguire un sogno lontano, figure fuggevoli. < Ho fatto una promessa...> iniziò.

    <Sta' zitto, non parlare, penso a tutto io> lo inerruppe Nihal, premendogli un dito sulle labbra.

    <...mentre ero nel ventre del mare ho fatto una promessa...> Nihal studiò la lancia, per cercare il modo di estrarla dalla gamba senza far trroppo male a Sennar. Non appena la sfiorò, il mago laciò un urlo di dolore.

    <...ho promesso che ti avrei amata...> Nihal si bloccò e avvicinò il capo al volto di Sennar. <...perchè ti ho amato sempre e tu non lo sai...>

    <Non dirlo...>

    <Ti ho amata da quando ti ho vinto il pugnale sulla terrazza di Salazar, e ora muoio...>

    <Non morirai, non dirlo nemmeno per scherzo> esclamò lei, ma Sennar aveva chiuso gli occhi. Nihal si fece coraggio, afferrò saldamente la lancia e la estrasse dalla ferita. L'urlo di Sennar fendette il vuoti della sala.

    La mezzelfo iniziò a recitare la formula di guarigione più potente che conoscesse. Sennar ora respirava appena. Quando gli pose di nuovo la mano sul collo, sentì che il battito era lento e debole. proseguì imperterrita. [...]

    Nihal accese un piccolo fuoco e lo usò per riscaldare l'acqua. Quindi fece un impacco con erbe che aveva trovato e lo applicò sulla ferita. Sennar sospirò di sollievo. Continuò a curarlo finchè si accorse che il mago si era addormentato. Solo allora si concesse anche lei un po' di riposo e sognò di lui e della loro infanzia a Salazar. Fu svegliata da un rumore di passi sopra la sua testa. Trasalì e sguinò la spada. I passi però proseguirono oltre e lei si tranquillizzò. Fu allora che alzò lo sguardo verso l'altare e vide che Sennar aveva gli occhi aperti. Balzò in piedi. <Sennar!> urlò.  Il mago si voltò verso di lei e le sorride debolmente. Nihal corse da lui e lo abbracciò. < Ho avuto paura che morissi...>

    <Anch'io> ammise Sennar. [...]

    <Quando ti ho detto che...insomma, quando ti ho detto...quella cosa...io deliravo> disse infine. <Sì, non sapevo quello che dicevo...ero intontito...scusami. Dimentica quelle parole> concluse, e guardò il fuoco. Quando alzò gli occhi, Nihal era davanti a lui, vicinissima. <Mi premeva dentro da tanto tempo> confessò allora lui, mentre vedeva una lacrima scendere sulla guancia di Nihal. <Da quando ci siamo conosciuti, credo. Ma non avrei mai dovuto dirtelo, e meno che mai in quel momento. Scusami. Fai come se nulla fosse.> Il volto di Nihal sfiorava il suo, i capelli blu lambivano la sua fronte. Sennar abbassò gli occhi.

    <Guardami> mormorò lei.

    Sennar lo fece. Nihal si avvicinò ancora di più e appoggiò le labbra sulle sue. Rimase così per qualche secondo, poi si scostò. <Anche io ti voglio bene, e ti voglio per me> disse lei. Sennar le prese la testa fra le mani e la baciò. Gli parve di fondersi con lei, dopo averlo desiderato per tanto tempo. [...]

    Fu allora che Nihal ricordò ciò che le aveva detto Aires a proposito della verità, quando le aveva chiesto come si fa a sapere di aver trovato la propria strada:

    -Ad un tratto la verita mi si è imposta, con tanta forza che non potevo rifiutarla-

    Ora anche Nihal si sentiva così: la verità le si presentava in tutta la sua sorprendente chiarezza, e lei non poteva fare altro che accettarla. [...]

     

    Tratto dalla Trilogia Cronache del  Mondo Emerso

    Terzo libro (Il Talismano del Potere)

    Capitolo 33, La Verità

     

    .ErY.little.dreamer.

     

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